DIPLODUS SARGUS SARGUS

 

Il Sarago Maggiore è un pesce di mare appartenente alla famiglia degli sparidi ed è un pesce molto comune nel mar Mediterraneo.

Lo si può trovare facilmente nei pressi di scogliere naturali, artificiali, secche affioranti e in fondali misti sabbia-scoglio.

Molto ambito da qualunque pescatore per la sua tenacia in fase di combattimento e per la prelibatezza delle sue carni, se pescato in mari aperti con bassa concentrazione di inquinamento ed assenza di ristagno d'acqua.

 

L'alimentazione comune di questo pesce è composta principalmente da molluschi, crostacei, cozze ed invertebrati. In fase giovanile si nutre volentieri anche di alghe.

 

Il periodo di riproduzione comunemente è a cavallo tra Febbraio e Marzo, dove sarà facile trovarlo con all'interno uova e liquidi ormonali.

 

LA PESCA si può effettuare sia a fondo che a bolognese (galleggiante) in situazione di mare formato con presenza di schiuma. Si può pescare sia di giorno che di notte in tutti i litorali dove ci sia un' alta concentrazione di scogli naturali o artificiali, ovviamente le scogliere naturali rimangono l'habitat migliore per insidiare questo pesce. In questa dispensa parleremo della pesca al sarago a fondo.

 

Parlando innanzitutto dell'attrezzatura, avremo bisogno di una canna di lunghezza compresa tra i 4,50mt e i 6 mt di ottima tenacità, cioè con un casting mimino di 50gr, di conseguenza abbastanza rigida, per raggirare le problematiche legate innanzitutto alle condizioni meteo marine che possiamo incontrare in azione di pesca (vento, moto ondoso rilevante...), ed in secondo luogo che ci permetta di combattere i pesci che andremo ad insidiare anche nelle condizioni più sfavorevoli, visto che già il sarago è un pesce molto combattivo e tenace.

 

Per quanto riguarda il mulinello, avremo bisogno di un attrezzo dalle capacità di lenza non troppo eccessive, visto che questo tipo di pesca si effettua nell'immediato sotto-costa, dovrà comunque avere un corpo ed una meccanica in grado di forzare, nelle condizioni più complicate, i pesci. Quindi possiamo tracciare una linea in un range compreso tra le taglie 2500 ai 4000, quest'ultimi anche con bobine "Match" a capienza ridotta. Uno sguardo di attenzione lo punterei invece sulla frizione, che dovrà essere studiata in modo tale da risultare il più lineare possibile e con il serraggio garantito anche per le condizioni di altissima umidità (mulinelli Saltwater), visto che in questa pesca dovremo essere sicuri di aver la "rotella" tutta chiusa, in modo tale da non permettere ai pesci allamati di prendere lenza ed andare a strisciare sugli scogli o addirittura intanarsi. In poche parole ogni pesce dovrà essere forzato, per quanto possibile e comunque facendo lavorare in maniera corretta le attrezzature, nella direzione da noi scelta, visto che già le condizioni marine penseranno a renderci i recuperi difficili.

 

La lenza caricata sul mulinello dovrà essere di ottima qualità e di diametro compreso tra lo 0,28mm e il 0,35mm, per resistere anche ad eventuali contatti con gli scogli, ma non di diametro più elevato (cioè eccessivo), poichè potremmo risentire della corrente ed avere un effetto vela sulla parte di montatura sommersa. Nulla invece da precisare sul composto della lenza, quindi potremo scegliere quella che più ci sta a favore.

 

La montatura pescante che consigliamo maggiormente in questa dispensa, è quella illustrata a sinistra, che tra tutte quelle conosciute è la più vicina al "paternoster" che si usa per il Surf Casting.

 

 

La connessione tra lenza madre (proveniente dal mulinello), finale e piombo la effettueremo con una girella "crossline", più comunemente detta a "T". Importante è che le tre derivazioni siano indipendenti e mobili sul loro asse di rotazione, per scaricare al meglio in torsione le forze della corrente marina. La misura dovrà essere abbondante, non troppo piccola, in modo tale da garantire sempre il movimento anche in situazioni di attacco di agenti esterni come sabbia, alga e piccoli frammenti tra le sue giunture.

 

Il piombo che andremo ad usare è il piombo "temolino" o "ballerina" anti-incaglio che, a differenza di altri piombi risente, innanzitutto, molto meno della corrente marina, e la sua forma affusolata permette di posizionarsi anche nelle spaccature del fondale e nei buchi, garantendo uno stazionamento ben saldo sul fondo anche usando pesi di piombo minori rispetto ad altre forme più comuni. Rimane anti-incaglio poichè grazie alla sua forma, riesce a sfilarsi dalle spaccature in cui è entrato. La fase di recupero, in assenza del pesce, dovrà essere comunque effettuata velocemente e tenendo la canna alta in modo da non incocciare con l'amo in qualche ostacolo durante il tragitto verso terra.

La lenza che andremo ad usare per connettere il temolino alla parte inferiore della girella crossline, potrà essere anche di diametro inferiore al resto della montatura, in modo tale che, se anche dovesse incagliarsi, riusciamo a strappare il terminale del piombo e non perdere l'amo, dove magari ci potrebbe essere un pesce allamato.

 

Per quanto riguarda il finale, dovrà essere composto da un amo beck (a becco d'aquila con curva ribattuta), di misura compresa dal n.8 al n.4, nel caso volessimo fare una selezione sulla taglia dei pesci possiamo arrivare anche al numero 2. Come lenza di connessione si consiglia l'uso del Fuorocarbon del diametro non inferiore allo 0,28mm, anche nel caso di pescate notturne, per sfruttare sopratutto il suo potere anti-abrasivo, visto che la pesca è eseguita in prossimità degli scogli con mare mosso.

La lunghezza del finale non dovrà essere eccessiva, diciamo di lunghezza compresa tra i 20 e i 60cm in funzione del moto ondoso e della corrente presente sullo spot (tanto più sarà formato il mare e più è consigliabile un finale di lunghezza minore). In qualunque caso comunque l'amo a "penzoloni" fuori dall'acqua non dovrà mai superare il piombo, altrimenti perderemo la funzione anti-incaglio, visto che a questo punto il punto critico di probabile aggancio sul fondo sarà giusto l'amo.

 

Come esca principale si può usare il verme coreano, il bibi (anche congelato), l'esca al formaggio (già pronta o sfarinata da bagnare), il muscolo, il gambero mazzancollo a pezzi e la lumaca di mare.

 

Per quanto riguarda la pesca notturna, una fattore da non sottovalutare, sulla base delle esperienze vissute, è la presenza della luna in cielo, e della sua luminosità. Il Sarago è un pesce che risente moltissimo dalla luce riflessa dal nostro satellite, e nelle serate più luminose tende ad uscire dal sottocosta, risalire la profondità e mangiare sulla corrente a galla, di fatti, anche in condizioni di mare calmo è facile insidiarli a "correntine" dalla barca intorno ai 10-15mt di fondo, lasciando il più delle volte il pescatore in scogliera a bocca asciutta. Le serate migliori dunque, rimangono quelle in assenza di luna (luna nuova) o con scarsa luminosità. Se anzi in cielo fossero presenti alcune nuvole che abbassano ulteriormente la luminosità, con il giusto mare si possono fare ottime pescate. Poi l'eccezione è sempre ammessa. Un altro fattore importante riguarda il mare, che oltre alla presenza di schiuma, è ottimo se le acque risultano velate. La presenza di acque "chiare" (cioè limpide) possono essere fattore di pescate non eccellenti.

 

Detto questo, se quanto spiegato vi ha affascinato, non vi resta che andare a pesca di Saraghi!

 

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