PESCA AL BRANZINO CON IL VIVO

da riva

 

 

Sicuramente uno dei pesci più ambiti da qualsiasi pescatore è lei, la regina della scogliera, la guardiana delle foci e l'amante della risacca.. la Spigola. Questo pesce è un intrepido cacciatore ma, nonostante sia considerato un "curiosone", è anche tra i pesci più diffidenti che siano presenti in mare.

I Branzini mediterranei, al contrario di quelli atlantici, sono pesci che difficilmente superano i 8-9Kg, questo è dato dal fatto che il mar mediterraneo è più caldo dell'oceano e di conseguenza questo pesce raggiunge prima alla fertilità, dando in seguito un rallentamento netto all'accrescimento corporeo. Questo oltre alla spigola si verifica in molte altre specie ittiche presenti in entrambi i mari.

La Spigola è un pesce costiero, quindi lo potremmo trovare fino ad una profondità di 15-20 metri e predilige un fondo roccioso ricco di fauna e flora marina dove può facilmente reperire da mangiare. Lo specchio della dieta di questo pesce è molto ampio, di fatti saranno molteplici le esche che un pescatore avrà a disposizione per tentare la sua cattura.

In questo testo voglio dare qualche informazione utile su come preparare al meglio l'attrezzatura per la caccia alla spigola con il cefaletto vivo come esca, visto che questo è uno dei "piatti" preferiti da sua maestà.

Iniziamo col dire che questo pesce è piuttosto stazionario in tutte quelle zone in cui c'è facilmente un giro di cibo, anche se il più delle volte riesce a non farsi notare. Quando il mare invece è in accrescimento e il moto ondoso inizia farsi consistente, pattuglia scrutamente le ampie scogliere per mangiare tutto quello che cade da esse, come muscoli e gamberetti, grazie al frangimento delle onde su i massi.

Essendo un pesce privo di dentatura, cercherà sempre roba poco impegnativa e che sia alla portata di un sol boccone.

Gli esemplari più grandi, solitamente oltre ai 2,5-3Kg, tendono a diventare solitari, o al massimo a girare in coppia (maschio e femmina) , quindi nel momento in cui ci trovassimo a combattere con un grosso esemplare, stiamo attenti e cerchiamo di notare se subito dietro ad esso, ad un palmo dalla coda, sia presente un altro pesce di simili dimensioni, poichè dopo la cattura del primo, abbiamo subito l'opportunità di subire un attacco dal secondo che, nonostante il primo sia stato catturato, continua a rimanere nei paraggi, affinchè rimane la traccia odorosa di quello appena pescato. Se al contrario perdiamo un grosso pesce durante il combattimento, la sua fuga porterebbe allo spostamento anche di un possibile secondo esemplare. Detto questo, il consiglio è quello di non concedersi subito una lunga sosta di appagamento dopo la prima cattura.

LO SPOT... Come anticipato i posti dove possiamo avere l'occasione di cacciare la Spigola sono principalmente le scogliere naturali ed artificiali e le foci dei fiumi con annesse anche lagune, entrambi posti in cui è presente un rimescolo costante del fondale e di conseguenza un giro di cibo continuo. Questo pesce tende a vivere nella parte di fondale più bassa e "snobba" la ronda in superficie, poichè sarebbe subito notato dalle sue prede, sopratutto in assenza di moto ondoso rilevante. La condizione migliore per trovare il Branzino, è quella con mare ossigenato dal moto ondoso e con limpidità ridotta. Questa è la condizione migliore che ha questo pesce per entrare in caccia, poichè non ha bisogno di puntare visivamente la preda, visto che ha una linea laterale molto sviluppata e quindi risce a percepire rumori o vibrazioni anche a distanza di qualche decina di metri.

Con onda ridotta e scarsa ossigenazione, saremo costretti a pescare un po più in profondità, mentre quando ci troveremo nelle condizioni ottimali potremmo permetterci di pescare a galla e gustarci in diretta la fantastica cacciata di questo predatore.

 

L'ATTREZZATURA: Per questo tipo di pesca sono consigliabili canne da pesca che vanno dai 4,50 agli 8 metri in base allo spot a cui vorremmo dedicarci. Prendendo d'esempio una scogliera artificiale in cui troviamo un moto ondoso rilevante, saremo costretti a pescare stando un po più in alto, evitando così il pericolo di essere bagnati dagli schizzi d'onda e di conseguenza usare una canna con una lunghezza tale da permetterci di arrivare in progliezione dell'acqua, mentre pescando in foce in una posizione piuttosto comoda, potremmo anche ripiegare su canne più corte. L'azione di queste comunque dovrà rimanere di punta, con un fusto non troppo rigido ma che comunque riservi una buona potenza sui primi pezzi, per non metterci in difficoltà ad esempio con gli esemplari più grossi. Per quanto riguarda il mulinello, consiglio un mulinello piottosto capiente, capace di contenere almeno 120mt dello 0,30 e con una buona frizione.

Come ami consiglio degli ami robusti e con una curvatura abbastanza ampia, a becco d'aquila e di misura abbastanza rilevante, in modo tale da facilitare la penetrazione nell'apparato boccale del pesce, poichè le Spigole hanno un'apertura di questa molto ampia. Quindi potremmo partire da un n.8 per innescare i pesci vivi più piccoli per arrivare a un n.2 per le esche più grosse. Per rendere più chiaro il tipo di amo che consiglio, si può far riferimento ai Tubertini serie 10 o serie 40.

Il filo che consiglio di caricare in bobina, è un nylon o un fluorine di spessore non inferiore allo 0,25 per una pesca con mare quasi calmo e non inferiore allo 0,30 per mare formato, questo eviterà di farci trovare in difficoltà nel caso in cui incannassimo un esemplare di taglia grossa e di avere un po più di resistenza contro le abrasioni a contatto con scogli o pietre, poichè nelle zone predette, sarà sempre alta la percentuale di sfregamenti della lenza con il fondale.

 

QUANDO? Il periodo di fine autunno e quello invernale è sicuramente il più interessante, poichè anche i grossi esemplari rientreranno a terra per la frega e la deposizione delle uova, inoltre sarà questa la stagione in cui saranno più frequenti le condizioni ottimali, quali mare formato e fiumi attivi. Nel periodo primaverile ed estivo, avendo le acque più calme e chiare, avremmo già il richio di trovare pesci di gran lunga più diffidenti.

Oltre al mare mosso dal vento (per la Liguria si parla di vento di scirocco) è ottimo anche i periodi di bassa pressione costante, che pur avendo venti più deboli, movimenteranno le masse d'acqua creando l'ossigenazione e la torbidezza che agevoleranno la nostra pescata.

 

REPERIMENTO DELL'ESCA VIVA: Per catturare i cefaletti consiglio innanzitutto l'utilizzo di ami a gambo lungo di piccole dimensioni, esempio ami che vanno dal n.22 al n.12, la serie 1b della Tubertini può fare al caso nostro, lo spot principale per il reperimento dei cefaletti sono i bassi fondali (1,20-2,50mt) con acqua praticamente ferma e con erba presente sul fondale. In scogliera invece sarà possibile catturare questi esemplari esclusivamente con acqua torbida, e in foce potremmo catturarli solo quando l'acqua dolce raggiungerà solo una determinata temperatura (in questo caso sarà molto più facile catturarli in periodo primaverile ed estivo). L'ancoretta la sconsiglio vivamente poichè la cattura con essa rischia di infliggere danni irreparabili al pesce e causarne la morte in brevissimo tempo, mentre con gli ami suggeriti, avremmo l'opportunità di lasciare, qualora il pesce ingoiasse e non riuscissimo ad allamarlo nella prima parte dell'apparato boccale, di tagliare il filo in prossimità delle labbra, lasciargli l'amo in bocca che essendo di piccole dimensioni non recherà danni rilevanti, inoltre nel caso in cui volessimo liberare il cefalino ad esempio perchè ritenuto di misure non idoonee, un amo di piccole dimensioni farà si che la formazione del callo di cicatrizzazione si formi in brevissimo tempo, e che cadendo faccia sputare l'amo al pesce nel giro di qualche giorno.

Ovviamente la grandezza della nostra esca, creerà di conseguenza la selezione della taglia del pesce che andremo a cacciare, comunque consiglio di non superare i 10 centimetri di cefaletto.

L'esca migliore in assoluto è il fiocco di pane semplice (treccia di pane francese per la pesca la cefalo di grano duro), senza trattamenti aggiunti, posto sull'amo, in alternariva si può usare anche il bigattino i l'esca mezzetta. La pesca la possiamo effettuare per mezzo di un galleggiante di piccole dimensioni (da 1 a 5 gr in funzione della corrente) e con una pallina di piombo applicata sotto, del peso necessario per tarare il galleggiante al 75% circa. La lungezza del finale consiglio di effettuarla almeno di 1,20 metri, in fluorocarbon del diametro che vada dal 0,095 al 0,12mm (salvo esigenze particolari legate allo spot) senza applicare piombi aggiuntivi su di esso, in modo da lasciarlo "scorrazzare" il più naturale possibile. In certe situazioni non è escluso che i cefali tendano a mangiare con l'esca leggermente in movimento, quindi se abbiamo uno scarroccio per mezzo di corrente ben venga, altrimenti, se non rileviamo un'attività soddisfacente, possiamo provare a pescare in "trattenuta".

 

 LA MONTATURA PER IL VIVO: Per innescare il cefaletto si possono eseguire tre tipi di montature, le prime due sono composte da un amo diretto o due ami in linea collegati nella stessa lenza, il terzo con due ami messi a "T" . Quella ad amo singolo la possiamo usare per esche vive di piccole  dimensioni, ad esempio per cefaletti fino a 6/7cm, mentre quella a due ami in linea (creata inserendo un secondo amo in linea alla montatura con il singolo) o quella a "T" la possiamo usare per esche più voluminose. Questi finali possiamo realizzarli direttamente sulla lenza madre, quando decideremo di pescare a galla senza inserire ne galleggianti ne zavorre, mentre nel momento in cui volessimo usarli per pescare un po più a fondo e non direttamente in superficie, possiamo sia montarli sulla madre sia su una lenza diversa, che poi collegheremo alla madre per mezzo di un nodo "all brite" o per mezzo di girella.

Per Eseguire la montatura a "T", avremo bisogno di eseguire due finali separati, uno principale ed un assist da applicare in secondo tempo al primo. Principalmente la montatura a "T" la preferisco alla montatura con due ami in linea, sui pesci un po più diffidenti e che spesso e volentieri alla minima incertezza tendono a rigettare l'esca dopo una breve partenza, poichè andando a innescare l'esca viva sull'amo finale (quello orizzontale tutto a sinistra della montatura in foto) l'amo posto sull'assist sarà libero di viaggiare a fianco al pesciolino, in modo tale che alla mangiata della Spigola, nel momento della partenza, questo si posizioni a fianco della bocca, ed in caso di rigetto, questo si auto-allamerà sulla guancia, grazie alla spinta di rigetto. Ovviamente tutto questo non è una dinamica certa al cento per cento, ma dalle esperienze avute (anche esempio su pesci serra), posso dire che il più delle volte ha funzionato allamando pesci nella parte esterna dell'apparato boccale.

Per collegare l'assist al finale principale, consiglio l'utilizzo di un attacco rotondo a 3 vie (esempio la perlina che si usa anche per la pesca al calamaro) seguita da uno stopper di piccole dimensioni che ci permetterà di non avere l'assist che scorre per tutta la lenza,  in alternativa (come illustrato in foto) si può usare una girella di piccole dimensioni, ma con un carico di rottura garantito, e due perline con foro semplici, sempre seguite da uno stopper per evitare la problematica descritta in precedenza. In entrambi i casi l'importante è che l'assist in fine abbia la possibilità di ruotare a 360 gradi sull'asse del finale principale, poichè non sapremo in che direzione sarà la partenza.

 

L'AZIONE DI PESCA CON MARE FORMATO: Quando saremo pronti con le esche e con le montature potremmo iniziare a pescare, personalmente i pesci vivi preferisco innescarli dalla metà della schiena a scendere verso la coda o sempre in quella posizione ma per mezzo di elastici per la pesca in modo tale da infliggere meno danno al cefaletto vivo, sia perchè in tale posizione non sono presenti organi vitali, così facendo il pesciolino avrà più forza per tirare la lenza e creare vibrazioni più consistenti. Consiglio la posa in acqua del l'esca gia a 9/10 metri dalla riva, in modo tale da ridurre le possibilità che la lenza possa sfregare su eventuali sassi, ma anche per evitare che il pesciolino si vada ad intanare tra di essi. Questa pesca la possiamo effettuare, come detto in preccedenza, in superficie, senza applicare ne zavorre ne galleggianti, poichè con mare formato, ossigenato e con una torbidità rilevante, la Spigola avrà più piacere a cacciare in superficie. Tendo a ricordare e a precisare che per questo tipo di pesca, una lenza di diametro già rilevante (0,30mm) non influirà sulla decisione del Branzino di attaccare o meno, per il fatto che si richiamerà il suo istinto naturale di caccia ai pesci in difficoltà e separati dal branco. Posata l'esca in acqua, dovremmo lasciare l'archetto aperto e la punta della canna abbastanza in alto in modo tale da non far percepire alla Spigola la minima resistenza nel momento della partenza, e ad evitare contemporaneamente che la corrente e la risacca possa trascinarci la lenza di quà e di là. Si possono usare anche mulinelli bait-runner, con una buona frizione di folle per la posta, anche se quest'ultimi tenderanno a lasciare sempre un minimo frenata la bobina.

Nel momento della mangiata, che a galla sarà preceduta da uno sguazzo in superficie, dovremmo attendere che il Branzino parta con l'esca in bocca, quindi vedere per qualche secondo, il filo in bobina uscire a grande velocità, al chè, avendo preventivamente tarato la frizione della bibona principale in modo da avere qualche kg di trattenuta, potremmo chiudere l'artchetto eseguendo mezzo giro di manovella e dare la ferrata.

La fase di combattimento è molto importante poichè in presenza di scogli, questo pesce cercherà sicuramente di scendere a fondo per intanarsi, comunque dopo la prima fuga, che generalmente è la più attiva, ci potremmo rendere conto che la forza di questo pesce sarà quasi del tutto esaurita, lasciandosi tirare un bel po più comodamente. Sarà possibile ancora qualche fuga, ma sempre meno energica della primissima, ed è qua che dovremmo far valere la nostra forza cercando di impedirgli lo sfregamento tra i sassi. Il recupero con salaio lo consiglio solo quando vedremo il pesce in netto stato di anossia, cioè quando avrà già da qualche decina di secondi il corpo a pelo d'acqua. In questo momento il pesce avrà la minor riserva di energia e non ci stupirà con brutte sorprese.

 

L'AZIONE DI PESCA CON MARE QUASI CALMO: In questa situazione, come detto in precedenza, dovremmo pescare un po più in profondità, apllicando sulla lenza madre un galleggiante che avrà la funzione di segnalatore e di sospensione dell'esca, e piombare con qualche grammo la parte terminale in modo da far scendere il cefaletto un po più in profondità.

La distanza dalla superficie dell'acqua ottimale per questo tipo di pesca, a parer mio, è quella da 1,5mt a scendere verso il fondo. L'azione di pesca principalmente non cambia da quella descritta in precedenza, un consiglio aggiuntivo che voglio dare però, è quello di cercare di far fare molte vibrazioni al pesciolino, magari ogni tanto anche trattenendo la lenza in modo da farlo appena appena salire verso la superficie, per poi farlo riscendere nel momento in cui la rilasciamo, creando così una vibrazione maggiore.

 

CONCLUSIONI: In entrambi i casi comunque ricordiamo che il branzino è un pesce molto astuto e particolarmente diffidente, quindi consiglio sempre, durante la battuta di pesca a questo pesce, di fare il meno caos possibile, di cercare una postazione di posta che non sia nelle strettissime vicinanze con l'acqua, in modo tale da rimanere poco visibili (essendo anche un pesce che caccia volentieri nella risacca d'onda). Consiglio comunque un vestiario abbastanza idoneo alla stagione in cui decideremo di andare a fare questa pesca, perchè ricordiamo che stare 2, 3 o 4 ore in posta in autunno e inverno può risultare difficile se non avessimo scelto un imbottitura adeguata.

Questo tipo di pesca, la consiglio sopratutto alla sera, dove magari nell'ultima ora di chiaro siamo riusciti a reperire qualche vivo, poichè come già ripetuto, questo pesce non ama farsi notare.

Anche l'alba non è male, ma in questo momento avremo già più difficoltà a reperire esche vive nei momenti di buio precedenti all'ascesa del sole, quindi per questa condizione consiglio la pesca alla spigola o con il bigattino (o altre esche morte) o a spinning.

 

Sperando di aver posto delle informazioni utili e di essere stato abbastanza chiaro e semplice, non vi aspetta altro che iniziare a preparare la vosta attrezzatura e andare a caccia di sua maestà......... la Spigola.

 

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