LE ESCHE

 

 

IL BIGATTINO:

 

Si tratta della larva della mosca carnaria, è l'esca più generica che si possa trovare in commercio, reperibile praticamente in tutti i negozi di pesca.

Si tratta di un verme molto piccolo, proveniente da allevamenti di esche e si forma dalla carne in decomposizione (normalmente quella dei polli).

Vista la dimensione molto ridotta di questi vermi, si tende a innescare su un amo (che va dal 10 al 22) 1, 2 o 3 bigattini al massimo per volta, inoltre è consigliabile cambiare spesso i vermi poichè rimangono abbastanza sciupabili al "toccare" dei pesci, quindi garantiamoci di avere sempre i bigattini sull'amo vivi e ben arzilli, questo può fare la differenza.

Tendenzialmente con questo tipo di esca si crea anche " l'appanno " cioè il richiamo per i pesci, questo a mezzo di fionda o pasturatore, in base alla tipologia di pesca che stiamo affrontando. Può essere usata in appanno a galla o a fondo, per mezzo di altre composizioni (come colle per bigattini e quarzite) per appesantire più o meno la nostra esca e raggiungere quindi l'altezza d'acqua in cui si desidera pescare.

 

 

IL VERME COREANO:

 

Quello che viene comunemente chiamato "coreano" (nome che deriva dal fatto che alcune specie di questa famiglia di policheti vengono importate dalla Corea, ma anche dalla Cina) risulta essere sicuramente tra le esche più diffuse, utilizzate e conosciute dai pescatori italiani che praticano la pesca dalla riva, anche se risulta molto funzionale anche per la pesca dalla barca.

Ne vengono commercializzate in Italia almeno 4 specie, molto simili tra loro ed appartenenti alla famiglia dei Nereididae; di queste quattro specie solamente due: Hediste diversicolor (tremolina) e Perinereis cultrifera (saltarello veneziano) sono presenti e vengono prodotte in Italia. Talvolta sono comunemente chiamate con i sinonimi: saltarello o saltarello coreano, ma si tratta sempre di specie affini e comunque appartenenti alla stessa famiglia, citata in precedenza.

Il corpo di questi vermi si presenta piuttosto robusto e relativamente elastico. I parapodi, ovvero le zampette poste lateralmente ai segmenti del corpo, sono piuttosto sviluppati e ben evidenti.

La bocca è armata di due potenti mascelle dentellate e chitinose, che vengono estroflesse assieme al faringe dall'animale per cibarsi o per difendersi, cosa sicuramente nota ai pescatori, molti dei quali avranno provato sulla propria pelle il "pizzico" del nostro verme quando viene maneggiato per l'innesco. La colorazione varia non poco, dorsalmente può presentarsi dal verde scuro fino al marroncino chiaro; mentre, nella parte ventrale può essere rossiccio chiara - rosata. Gli habitat sono molto vari e diversificati, ma quelli delle specie di nostro interesse sono costituiti prevalentemente da zone sabbiose- fangose, nei pressi di paludi o foci. Come ci si aspetterebbe da specie che vivono in prossimità di tali ambienti, sono in grado di sopportare ampie variazioni di salinità. Viene utilizzato con diverse tipologie di innesco, intero o a pezzi (in base al tipo di innesco o alla specie che si intende insidiare). Oltre ad avere un certo potere attrattivo per gli odori che emana, quando innescato per intero la contorsione del corpo ed i rapidi movimenti aiutano sicuramente a scatenare l'istinto predatorio del pesce. Non è un' esca selettiva e le specie che si possono insidiare sono tantissime, quasi tutte. Con gli Sparidi (orate, saraghi, mormore, ecc...) questo verme può regalare belle soddisfazioni. Risulta essere un' esca particolarmente valida su fondali misti o rocciosi. Presenta una buona resistenza durante la fase di lancio ed una buona tenuta in acqua.

 

 

IL VERME AMERICANO O CANADESE:

 

Il verme Americano o Canadese (Glicera Dribanchiata), e' un verme molto ricco di sangue dal colore rosa vivace e dal corpo cilindrico. La sua lunghezza media e' di circa 6- 10 cm. E' un verme molto robusto, capace di reggere quindi anche ai lanci piu' esasperati. E' considerato un'esca generica, visto che e' appetibile dalla maggior parte dei pesci di mare. Ha un apparato boccale estroflettente munito di 4 uncini e infligge dei morsi che possono essere molto fastidiosi.

E' una delle esche piu' reperibili nei negozi di pesca durante tutto l'anno e anche fra le piu' facili da conservare. Infatti se tenuto a temperature prossime allo zero, puo' durare anche qualche settimana. E' importante mantenerlo freddo per evitare che i vermi mordendosi fra di loro muoiano. Viene venduto (4/5 pz.) confezionato in scatolette di plastica contenenti sabbia.

Nella pesca a surfcasting o fondo, vengono preferiti i vermi piu' piccoli sia per la loro capacita' di resistere ai lanci piu' lunghi sia per la possibilita' di presentare alla preda un verme intero.

Nella pesca a bolentino vengono preferiti per una questione di economia i vermi piu' grossi, che possono essere, con le accortezze necessarie, fatti a pezzi.

Col mare mosso, viene spesso utilizzato per la pesca alla Spigola nel sottoriva. In questo caso sono da preferire gli esemplari piu' grossi.

Mormore, Orate, Ombrine, Spigole, Saraghi e Fragolini difficilmente resisteranno al vostro Americano se ben presentato.

Per l'innesc, si può prendere di riferimento l'immagine che si è usata per il verme coreano.

 

 

 

IL BIBI:

 

Tra le varie esche, un posto particolare è occupato dal Bibi. Il Bibi, nome scientifico “Sipunculus nudus”, se ne contano in tutto circa 320 specie, tutte marine. Tra queste ricordiamo il Bibi asiatico di colore più scuro e quello veneziano di un rosa tenue. Il suo habitat naturale, infatti, è costituito prevalentemente da sedimenti fangosi dove si formano gallerie, a volte rivestite di muco, gusci vuoti di Gasteropodi, o fessure tra rocce e coralli, ambienti comuni negli oceani e nel Mediterraneo.

E' un esca molto selettiva, in particolare per Orate, Mormore e Saraghi, usata prevalentemente a surf casting o a beach ledgering, funziona molto bene su fondali sabbiosi o in prossimità di macchie miste come le linee di stacco tra scogli e sabbia.

Molto funzionale anche a scarroccio dalla barca permette, grazie alla resistenza della sua carne, calate molto lunghe. Si può usare sia da vivo che da congelato, anche a striscioline con mare mosso per i Saraghi. Per il vivo l'innesco risulta molto particolare, poichè è cosigliabile innescarlo dal capo libero del nostro finale (cioè dal filo) e farlo quindi scivolare fino all'amo, per evitare di farlo svuotare dai fori provocati dall'ago (ad occhiello) e quindi fargli perdere tutto il liquido contenuto all'interno, sicuramente molto addescante poichè, oltre ad avere sicuramente una traccia odorosa, lascia una scia visiva in acqua molto utile ai pesci per undividuare la sua posizione.

 

 

IL MURIDDU O MURIDDO:

 

Il muriddu prima dell’ascesa dell’ arenicola è stato il verme più utilizzato dai surfcaster anche se ultimamente sta via via perdendosi. Molto simile al coreano, ma più tozzo, resistente e più sanguigno. Da ottimi risultati sui fondali con ciottoli, anche più dell’arenicola, ed è predato da Orate, Mormore, Saraghi, Ombrine, orate e tutti gli altri pesci di piccola taglia da fondale misto.

muridddu conosciuto in certe zone delle coste tirreniche col nome di “bacone“, è un altro verme marino molto usato nella pesca.Questo anellide presenta un corpo più massiccio della sua simile, una colorazione rosso sangue tendente al bruno, ed assicura un’ottima tenuta sugli ami grazie alla notevole tenacità delle fibre muscolari. Risulta però meno mobile una volta innescato, sia intero che a pezzetti. Il muriddu risulta allettante soprattutto per via degli umori sapidi emessi dopo essere stato infilato sugli ami,in più presenta delle iridescenze che lo rendono ideali anche per la pesca notturna a mare.

La lunghezza media del muriddu oscilla attorno agli 8-10 centimetri, il suo impiego in pesca nelle tecniche di surfcasting, beach ledgering e per la pesca a fondo visto le buone dimensioni ricopre bene anche ami piuttosto grossi. La modalità di innesco è uguale a coreana ed americano, si passa sull’ago da innesco e poi direttamente sull’amo fino a coprire qualche cm di nylon. Il muriddu vive praticamente negli stessi luoghi colonizzati dalle tremoline. E’, molto diffuso lungo le coste venete e romagnole e si reperisce con buona frequenza negli argini delle foci che sboccano su litorali bassi e arenosi, laddove al fango si mescolano strati di conchiglie e frammenti vegetali in decomposizione, i quali danno origine a stratificazioni di terreno color grigio nerastro.

Esca molto valida sopratutto su fondali ciottolosi molto più di altre esce come l’arenicola o coreano.

 

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